Occhialeria: benchmark maturità digitale 2026
8,4 milioni di persone raggiunte da un solo annuncio di Carrera, e solo il 50% dei siti sotto la soglia di velocità mobile: l’occhialeria italiana spende in copertura più di quanto investa in prestazioni
Sulla base del campione analizzato, 22 marchi di occhialeria mostrano un settore che comunica su larga scala e vende quasi ovunque online: 21 aziende su 22 hanno un e-commerce attivo e Instagram è presidiata da tutte. Ma dietro i grandi numeri di copertura pubblicitaria e seguito social, la metà dei siti non supera ancora le soglie di velocità che Google fissa per il mobile. Questa lettura ricostruisce come il settore usa dati, canali e pubblicità, e dove la distanza fra chi guida e la media resta più ampia.
Benchmark di settore: Ray-Ban e Oakley guidano l'occhialeria digitale
L'indice di maturità digitale del settore occhialeria si attesta a 72 su 100. Ray-Ban guida il campione con un punteggio complessivo di 76, sostenuto dal miglior punteggio di analytics del gruppo (80) e da un marketing solido (84), mentre la sua esperienza digitale (61) resta sotto la media di settore (65). Un'azienda ideale che unisse i migliori risultati di ogni dimensione toccherebbe 86 punti: la distanza rispetto al leader reale misura quanto margine resta anche a chi già guida la classifica. Il 54,5% dei marchi analizzati si colloca comunque in banda Alta.
Ray-Ban contro la media del settore
Oakley occupa la seconda posizione con 76 punti (76), spinto dal marketing più alto del campione, 84 su 100, il valore che nessun altro marchio raggiunge. Mauijim completa il podio con 74 punti, un risultato costruito soprattutto sull'esperienza digitale, 77 su 100. I 3 marchi in testa competono quindi su leve diverse: dati e automazione per Ray-Ban, comunicazione a pagamento per Oakley, qualità dell'esperienza per Mauijim.
Top 10 del settore per indice di maturità digitale
Fuori dalla top ten, Underarmour merita una menzione: il marchio si ferma all'undicesima posizione con 70 punti, ma detiene il punteggio più alto di tutto il campione sulla dimensione social media, 85 su 100. Un seguito e un engagement forti non bastano, da soli, a spingere il punteggio complessivo se non si accompagnano ad analytics e marketing altrettanto solidi.
Sales: Kaenon unico senza e-commerce, l'80% dei rivenditori porta un solo marchio
Sulla base del campione analizzato, 21 aziende su 22 gestiscono una piattaforma di e-commerce attiva (95,5%), e 10 sono presenti anche su Amazon (45,5%). Kaenon resta l'unico marchio del campione senza una vetrina di e-commerce diretta, un'eccezione in un settore dove il canale online è ormai la norma.
Il marketplace che rivende questi marchi conta 88 distributori complessivi, e l'80% di loro (70 su 88) porta in catalogo un solo marchio del campione: la distribuzione resta frammentata, appoggiata su rivenditori specializzati piuttosto che su poche grandi catene multimarca. Orofashion e Wixez US sono le eccezioni più ampie, con 4 marchi ciascuno in portafoglio: il primo distribuisce Rudy Project, Oakley, Persol e Ray-Ban, il secondo Rudy Project, Arnette, Oliver Peoples e Persol. Sul fronte il canale web il quadro si ripete: 80 rivenditori coprono le offerte del settore, e l'81% ne tratta ancora uno solo, segno che la frammentazione non è un tratto di un solo canale.
Il resto del parco rivenditori si divide fra chi tratta da due a 3 marchi del campione (18% dei rivenditori) e chi ne tratta almeno quattro (2%): la parte medio-alta della piramide resta sottile, e i nomi che vi compaiono sono quasi sempre generalisti multimarca piuttosto che distributori specializzati in un singolo marchio.
Rivenditori con più marchi del campione in catalogo
Experience: il 45% dei siti supera i Core Web Vitals su mobile, dove il caricamento resta oltre il triplo del desktop
Sul mobile il tempo medio di caricamento dei siti del campione si ferma a 11 secondi, oltre il triplo dei 2,9 secondi rilevati su desktop, e solo il 45% dei siti supera le soglie dei Core Web Vitals (CWV) su smartphone contro l'85% su desktop: la differenza fra le 2 piattaforme resta il margine di sviluppo più ampio dell'intero comparto. Sul fronte dell'accessibilità, il punteggio medio del settore si attesta a 53 su 100, un livello che lascia spazio a miglioramenti anche sui requisiti minimi di conformità.
L'86% dei siti del campione si affida a un CMS costruito su misura piuttosto che a un prodotto di mercato, mentre chi sceglie una piattaforma nota lo fa con soluzioni enterprise come Adobe Experience Manager, usata da Tory Burch, o Craft CMS, scelta da Nike Vision. Sul fronte e-commerce Shopify è la piattaforma più diffusa, adottata da 11 marchi su 22 (52%), seguita da soluzioni enterprise come Salesforce Commerce Cloud, in uso presso Hawkers e Spy Optic, e SAP Commerce Cloud, presente su Mauijim e Oakley.
I CMS più usati
Le piattaforme e-commerce più usate
Restano margini di sviluppo condivisi sull'usabilità: 16 marchi su 22 non garantiscono ancora tap target di dimensione adeguata sugli schermi mobili, e 8 non forniscono un testo alternativo alle immagini più rilevanti dei loro siti, due criticità che pesano soprattutto su chi naviga da smartphone.
Dato inatteso: Spy Optic guida la dimensione Experience dell'intero campione con 91 punti, il valore più alto registrato dall'osservatorio, pur restando fuori dalla top ten con un punteggio complessivo di 71: un'esperienza d'uso eccellente non compensa da sola un marketing e un'automazione più deboli.
Marketing: 60.500 ricerche al mese per un modello iconico, un annuncio Mauijim tocca 9,3 milioni di persone
Sulla base del campione analizzato, il pubblico che visita davvero i siti del settore pende al maschile: il 59,1% delle visite stimate arriva da uomini contro il 40,9% da donne, con la fascia 25-34 anni (24,1%) come gruppo più rappresentato. Quando gli stessi marchi comprano pubblicità, il pubblico mostrato si sposta verso le donne, 51,9% contro 48,1%, e si concentra nella fascia 35-54 anni (41,4%): la pubblicità cerca un target più ampio e più femminile di quello che i siti già raccolgono da soli.
Il punteggio SEO medio del campione si attesta a 72 su 100, con una mediana di 73: la distribuzione resta compatta, e Kaenon guida la classifica con 81, seguito da Oakley (80) e Persol (78). Oakley è anche il marchio con l'autorità di dominio più alta del gruppo di testa, 79 su 100. Fra le parole chiave rilevate sui siti del settore, «ray ban wayfarer» genera 60.500 ricerche al mese, e «oakley metal» ne muove 27.100: la domanda organica passa in larga parte dai nomi dei prodotti storici, non da termini generici.
Distribuzione canali ADV rilevati
Top 5 SEO audit score
Sui canali di raggiungimento pubblicitario, 15 marchi su 22 risultano attivi su Meta Ads. Mauijim ottiene la copertura più ampia del campione con un annuncio dal tono evocativo sul prodotto, che raggiunge 9,3 milioni di persone, seguito dalla campagna di Carrera che promette «la nuova Collezione ti aspetta» (8,4 milioni) e da un annuncio Oakley privo di testo pubblicato, fermo a 6,2 milioni. Ray-Ban chiude il gruppo di testa con 6,1 milioni di reach per l'annuncio dedicato al nuovo design a goccia in acetato.
Gli annunci Meta più visti del campione
Mauijim
“This isn't artificial. This is ULTRA real”
Carrera
“La nuova Collezione ti aspetta. Occhiali dal design audace e dai dettagli iconici, è il mo…”
Oakley
Ray-Ban
“Un design a goccia in acetato con lenti colorate.”
La rassegna stampa del settore si concentra su poche testate: visionbiz.it cita i marchi del campione 58 volte, quasi il doppio di FashionNetwork Italia (35) e di pambianconews.com (25). BiciDaStrada, con 20 citazioni, segue quasi in esclusiva Rudy Project. Guardando ai singoli marchi, Ray-Ban compare su 48 testate diverse, la copertura editoriale più ampia del gruppo, seguita da Oakley con 46.
Testate che citano più spesso i marchi del campione
La concentrazione delle citazioni conferma quanto la visibilità editoriale del settore passi da poche testate di riferimento, più che da una copertura ampia e distribuita.
Dato rilevante: TikTok Ads resta un canale di nicchia per la pubblicità del settore: solo il 22,7% dei marchi, cinque su 22, tra cui Hawkers, Kaenon, Oakley, Ray-Ban e Underarmour, vi acquista spazio, mentre il grosso della spesa pubblicitaria rilevata passa ancora da Google Ads e Meta Ads.
Analytics: Klaviyo automatizza il marketing per il 40,9% dei marchi, il CRM resta un'eccezione
Il settore ha già in mano gli strumenti di base per misurare e proteggere il traffico: Google Tag Manager risulta installato sul 72,7% dei siti del campione, e Cloudflare protegge il 63,6% delle infrastrutture, il livello minimo di sicurezza per chi vende online. Sopra questo pavimento comune, la differenza si gioca su ciò che pochi marchi hanno scelto di adottare in più.
Nell'automazione del marketing, Klaviyo è la piattaforma più diffusa, presente sul 40,9% dei siti, tra cui Bolle Eyewear e Carrera: chi lo adotta può costruire flussi di email legati al comportamento d'acquisto, non solo invii periodici generici. Mailchimp compare invece a una quota molto più bassa, il 4,5%, segno che l'automazione via email nel settore resta polarizzata su un unico fornitore dominante. Sugli strumenti aziendali, Sentry monitora gli errori applicativi sul 18,2% dei siti, e Salesforce, il CRM che gestisce clienti e assistenza, compare solo sul 13,6% dei marchi: la gestione strutturata del ciclo cliente resta un mestiere che il settore non ha ancora adottato in massa.
Dato inatteso: Solo 5 marchi su 22 hanno installato pixel di misurazione per canali come Criteo, LinkedIn Ads o Pinterest Ads: il retargeting programmatico più sofisticato resta un'eccezione anche fra i marchi più maturi sugli altri fronti analitici.
Ray-Ban guida indice e analytics, Underarmour comanda i social: nell'occhialeria la leadership digitale è già divisa in due mani
Nel campione analizzato nessun marchio somma tutti i primati: Ray-Ban tiene l'indice più alto e il miglior punteggio di analytics, Oakley il marketing più forte, Spy Optic l'esperienza migliore e Underarmour il social media più solido. Kaenon guida invece la SEO, pur restando fuori dalla parte alta della classifica generale. La maturità digitale dell'occhialeria si costruisce ancora leva per leva, non come un pacchetto unico. Ray-Ban guida costruendo analytics e marketing insieme, la combinazione che pesa più di ogni leva singola. Underarmour mostra l'opposto: il miglior social media del campione, 85 punti, non basta a portare il marchio oltre l'undicesima posizione se analytics e marketing restano più deboli. Il vantaggio, per chi entra ora in questo mercato, non è un altro primato isolato ma tenerne insieme più di uno.
Domande frequenti
Che cosa misura l'indice di maturità digitale in questo settore?
L'indice combina quattro dimensioni: analytics, marketing, experience e social media. Per il settore occhialeria il punteggio complessivo è 72 su 100, un valore che nasce dalla combinazione dei punteggi ottenuti dai marchi del campione su ciascuna dimensione, e non da un'unica metrica isolata. Il punteggio non misura le vendite, ma la solidità della presenza digitale.
Che pubblico raggiungono i marchi osservati?
Secondo le stime SimilarWeb, il pubblico che visita davvero i siti del settore è a maggioranza maschile (59,1% contro 40,9% di donne), con il gruppo 25-34 anni come fascia più rappresentata. Il pubblico a cui viene invece mostrata la pubblicità pende leggermente verso le donne e si concentra nella fascia 35-54 anni, un target più ampio di quello che visita organicamente i siti.
Come si distribuisce la spesa pubblicitaria del settore?
Sui canali osservati, Meta Ads raccoglie la parte più ampia degli annunci rilevati, con 15 marchi su 22 attivi. Google Ads risulta il canale con più aziende presenti in assoluto, mentre TikTok Ads e LinkedIn Ads restano riservati a un gruppo più piccolo di marchi, spesso quelli con un pubblico più giovane o più orientato al business.
Quali tecnologie e quali CMS usano i marchi del settore?
La maggior parte dei siti (86%) si affida a un CMS costruito su misura, mentre chi sceglie una piattaforma di mercato punta su nomi enterprise come Adobe Experience Manager o Craft CMS. Sull'e-commerce, Shopify è la piattaforma più diffusa (52% dei marchi rilevati), seguita da soluzioni enterprise come Salesforce Commerce Cloud e SAP Commerce Cloud.
Come si muovono i marchi del settore sui social?
Instagram è presidiata da tutti i marchi del campione e Facebook dal 95,5% di loro, ma il seguito più ampio non coincide con l'engagement più alto: YouTube genera il tasso di interazione medio più elevato pur avendo un seguito molto più piccolo. TikTok e LinkedIn restano canali selettivi, usati rispettivamente da poco più di un terzo e da una quota minima del campione.
Perché nessun marchio guida tutte le dimensioni dell'indice contemporaneamente?
Nel campione osservato la leadership è distribuita: Ray-Ban ottiene il punteggio complessivo più alto sostenuto da analytics e marketing, ma il miglior punteggio di esperienza appartiene a Spy Optic e il miglior punteggio social media a Underarmour. Questa separazione riflette scelte di investimento diverse: nessun marchio ha ancora concentrato risorse su tutte le leve insieme.
Come è stata fatta questa analisi?
La rilevazione è realizzata nel corso di agosto 2026 e copre 22 aziende del settore Occhialeria attive in Italia, misurate tutte con lo stesso metodo e nello stesso periodo: Arnette, Bolle Eyewear, Carrera, Costa del Mar, Hawkers, Kaenon, Mauijim, Moscot, Native Eyewear, Nike Vision, Oakley, Oliver Peoples, Persol, Ray-Ban, Roka Eyewear, Rudy Project, Smithoptics, Spy Optic, Tory Burch, Underarmour, Vogue Eyewear, Wiliam Painter. L'articolo si basa su un sottoinsieme dei dati Quodigi IQ, osservato in un periodo limitato e a scopo divulgativo: analisi complete, serie storiche, benchmark personalizzati e aggiornamenti periodici sono disponibili su richiesta.










